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SAN GIMIGNANO E LE ORIGINI DEL SUO NOME

Pubblicato il 09/12/2015 in Storia
SAN GIMIGNANO E LE ORIGINI DEL SUO NOME

San Gimignano. Ma chi era davvero questo Santo? Storia, leggende e rappresentazioni del Santo che ha dato il nome alla città delle torri

Il piccolo borgo che sorge nel cuore della Toscana è ormai una delle mete turistiche più frequentate della Regione e il suo inconfondibile skyline è divenuto nell’immaginario collettivo simbolo di un Medioevo lontano ma per molti aspetti ancora immutato.

Torri, chiese, antichi palazzi, vicoli pittoreschi e poi ancora musei, gallerie d’arte, negozi di artigianato… San Gimignano è un vero gioiello tutto da scoprire!

 In questo post però non ci soffermeremo sulle innumerevoli bellezze della città… ma andremo a ripercorrere le sue origini toponomastiche: chi era San Gimignano?

Gimignano - o Geminiano- nacque all’inizio del IV secolo da una nobile famiglia del modenese; terminati gli studi intraprese la carriera ecclesiastica combattendo fermamente l’eresia ariana. Nel 350 fu nominato Vescovo di Modena divenendo molto amato tra i fedeli che gli attribuirono il potere di sconfiggere i demoni. Si racconta che questa sua fama fosse giunta fino alla corte di Costantinopoli, dove l’Imperatore Gioviano lo convocò per guarire la figlia posseduta.

Oltre che per il suo viaggio in Oriente San Geminiano è famoso anche per un’altra leggenda: nel 452 Attila, Re degli Unni disceso dal Nord Europa alla conquista della penisola italiana, si apprestava a mettere a ferro e fuoco Modena. Gli abitanti invocarono allora l’aiuto di San Geminiano e miracolosamente la città fu avvolta da una fitta nebbia; Attila non riuscì a individuarla e proseguì la sua marcia verso Sud.

Ma allora qual è il nesso tra il Santo e la cittadina toscana? Non ci sono documenti ufficiali che attestano l’origine della denominazione ma esistono alcune leggende popolari tramandate da antiche fonti.

La più conosciuta e accreditata racconta che nel 550, durante le guerre tra Goti e Bizantini, l’antica San Gimignano –all’epoca conosciuta con il nome romano di Silvia- fu minacciata dall’invasione delle truppe di Totila e fu allora che la miracolosa apparizione del Santo Vescovo la salvò dalla distruzione e dal saccheggio, come era successo un secolo prima per Modena.

Un’altra storia vuole che un chierichetto di Colle Val d’Elsa fosse presente alla celebrazione dei funerali di Geminiano. Il giovane si avvicinò alla salma e nel tentativo di rubargli un prezioso anello tiro così forte da staccargli un dito! Spaventato scappò via con la reliquia che, nonostante la confessione e il pentimento del ragazzo, rimase in Toscana e più precisamente a San Gimignano, dove tutt’ora si conserva nel Duomo dedicato a Santa Maria Assunta.

E così, tra leggenda e realtà, il Santo modenese e la bellissima città delle torri si legano per sempre in modo indissolubile.

San Geminiano viene celebrato il 31 gennaio, l’attributo che lo contraddistingue è il pastorale e l’abbigliamento vescovile. Questo modo di rappresentarlo è visibile in molte opere conservate proprio nella cittadina omonima.

Prima fra tutte è il Paliotto d’altare di Taddeo di Bartolo datato al 1401 e conservato nella Pinacoteca del Palazzo Comunale. L’opera mostra al centro la figura del Santo Vescovo elegantemente vestito che sorregge il modello della città rappresentata in modo molto dettagliato e realistico. Nei pannelli laterali sono raffigurate storie della vita del Santo dal viaggio a Costantinopoli, alla guarigione della figlia di Gioviano fino all’arrivo di Attila a Modena. L’importanza di San Geminiano per la città toscana è ben espressa in questa tavola: nonostante si ricordino le gesta e i miracoli del Vescovo legati alla sua città natale, il pannello centrale -di dimensioni maggiori- Geminiano è adesso protettore e patrono dell’antica Silvia.

Sempre all’interno della Pinacoteca civica si trova un’altra opera dove è visibile San Gimignano: si tratta della Maestà di Lippo Memmi del 1317. L’artista senese, attivo anche nella Collegiata, realizza un grande affresco che trae sicuramente spunto da quello di medesimo soggetto di Simone Martini per il Palazzo Pubblico di Siena. Sotto un’elegante baldacchino sono raffiguranti la Madonna seduta in trono e il Bambino Gesù attorniati da schiere di Santi e Angeli. San Gimignano è presente alla destra della Vergine, anche in questo caso contraddistinto dagli abiti vescovili.

San Gimignano è poi raffigurato nella Pala d’Altare della Chiesa di Sant’Agostino realizzata nel 1483 da Piero del Pollaiolo, e nel tondo di Sebastiano Mainardi nella Chiesa di San Pietro.

Vi lascio con un’opera realizzata per questa città ma purtroppo non più loco. Il polittico di Simone Martini (1325 ca.) fu realizzato infatti per la Chiesa di Sant’Agostino ma oggi è smembrato e i pannelli sono esposti in diversi musei. La parte centrale con la Madonna con Bambino è a Colonia, tre scomparti con i Santi Agostino, Michele Arcangelo e appunto Geminiano sono al Fitzwilliam Museum di Cambridge mentre il quinto scomparto raffigurante Santa Caterina di Alessandria appartiene ad una collezione privata fiorentina.

La lista non è certo completa, ma magari chi legge conosce altre rappresentazioni di Geminiano… fateci sapere!!

 

san gimignano, taddeo di bartolo, 1401, pinacoteca civica, san gimignano        GEMINIANO LIBERA DAL DEMONIO LA FIGLIA DELL'IMPERATORE, TADDEO DI BARTOLO, 1401, PINACOTECA CIVICA, SAN GIMIGNANO   

 

mAESTà, LIPPO MEMMI, 1317, PINACOTECA CIVICA, SAN GIMIGNANO        

iNCORONAZIONE DELLA VERGINE, PIERO DEL POLLAIOLO, 1483, CHIESA DI SANT'AGOSTINO, SAN GIMIGNANO   

 

  SANT'AGOSTINO, SAN MICHELE ARCANGELO E SAN GEMINIANO, SIMONE MARTINI, 1325, FITZWILLIAMS MUSEUM, CAMBRIDGE